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La relazione d’amore che Dio vuole avere con noi

Pubblicato il 16 marzo 2026 alle ore 21:18

Volevo condividere qualcosa con voi, qualcosa su cui ho meditato e che ho avuto nel cuore. Si tratta dell’amore di Dio e di come Lui ci ama e della nostra relazione con Lui, che è una relazione d’amore.

Nella scrittura noi spesso notiamo l’amore di Dio rappresentato come un amore appassionato. Lui sente questo amore appassionato per noi perché ci vuole per Lui e con Lui. Questo è per il nostro bene perché noi con Lui siamo al salvo. Con Lui siamo salvati. Si può dire, ed è così, che l’amore che Lui sente per noi è molto più grande dell’amore che noi possiamo sentire per Lui, e al tempo stesso è il carburante e la ragione dell’amore che noi sentiamo per Lui. La Scrittura dice che Lui ha provato per primo questo amore per noi. Perciò Egli è morto sulla croce. Un peccatore sente l’amore di Dio quando si ravvede e lo accetta. Lui va davanti a Dio con i suoi peccati e la sua miseria e Dio gli offre amore. Lui non va davanti a Lui per offrirgli qualcosa di buono, e nemmeno può offrirgli l’amore che Gli è dovuto. Lui va soltanto con il Suo peso davanti a Dio. Dopo questa opera, una persona inizia ad amare Dio e a offrirgli sacrifici di ringraziamento per ciò che Egli ha fatto. Con tutto ciò, il credente viene sempre a meno e ha bisogno di essere rinnovato e di realizzare di nuovo che è amato da Dio.   

Se ci concentriamo sulla parola di Dio in profondità, possiamo notare che spesso l’amore e la relazione tra noi e Dio sono paragonati a quella di un uomo verso la sua amata. Proprio perciò vediamo come esempio centrale nella Scrittura la comparazione di Cristo come un sposo e noi, la Sua chiesa come la sua sposa (Efesini 5:25-32, Giovanni 3:29, Matteo 9:15; 25:1-13, 2 Corinzi 11:2, Apocalisse 19:7-9). Questo esempio si paragona sia alla chiesa sia a noi personalmente. Li vediamo che proprio è vero che Lui ha fatto il primo passo d’amore verso di noi, sacrificandosi sulla croce, e che questo ha poi attirato la nostra attenzione e il nostro amore. Proprio come succede spesso, è un uomo che fa il primo passo verso la sua amata, pur se lei non gli è mai parlata e non ha mai provato qualcosa per lui. L’uomo, comunque, si innamora e cerca di conquistare la sua amata. Lui cerca di attirare e svegliare il suo amore.

Una persona può rifiutare l’amore di Dio e questo fa un gran male al cuore di Dio, perché Lui vuole che siamo salvati e ci vuole per Lui. Così tanto Lui desidera che siamo salvati, più di quanto lo vogliamo noi. Solo che succede come succede nell’amore, che non si può forzare. Anche l’altra persona deve rispondere a questo amore e amare a sua volta. Deve agire come risultato di questo amore. Un simile dolore è provato anche da un uomo quando si innamora davvero di una donna e poi lei lo rifiuta. Sembra che per questo pure Dio abbia creato l’amore che possiamo sentire naturalmente l’uno verso l’altro - per avvicinarci, in qualche modo, all’immagine del Suo amore e farcelo capire. Certo che esso si può comprendere e sentire solo quando abbiamo fede in Dio e lo abbiamo nei nostri cuori. Pur essendo un'ombra al suo amore, l'amore che noi sentiamo quando siamo innamorati è pieno di passione ed è forte. L’amore di Dio è pure forte verso di noi. È complicato, profondo, forte e semplice pure nello stesso tempo, quando ci arrendiamo ad esso.

Mettimi come un sigillo sul tuo cuore, come un sigillo sul tuo braccio; perché l’amore è forte come la morte, la gelosia è dura come il soggiorno dei morti. I suoi ardori sono ardori di fuoco, fiamma potente.

Le grandi acque non potrebbero spegnere l’amore, i fiumi non potrebbero sommergerlo. Se uno desse tutti i beni di casa sua in cambio dell’amore, sarebbe del tutto disprezzato. (Cantico dei Cantici 8:6-7)

Questo passo del libro del Cantico dei Cantici ci parla di com’è l’amore di Dio.

In questo libro del Vecchio Testamento – il Cantico dei Cantici, che fa parte dei libri poetici della Bibbia e nel quale il nome di Dio non viene quasi mai menzionato – vediamo rappresentato l’amore di un uomo verso la sua amata.  Questo di per sé è uno dei più grandi e importanti paragoni nella Bibbia che rappresenta Cristo e la chiesa. La stessa attitudine che Lui ha verso la chiesa, Lui la ha pure verso ogni credente. Vi invito a leggere il libro del Cantico dei Cantici in questa luce. Sembra una lettera d’amore, ma ha un significato molto più grande. La Bibbia parla dell'amore, della fedeltà e della gelosia pure. Ci esorta a essere fedeli al nostro Dio. Ci dice che il peccato è una mostra d’infedeltà verso Colui che ci ha amati per primo. Perciò la Bibbia spesso ha chiamato il peccato “adulterio e infedeltà”. Infedeltà verso il proprio Dio. Perciò Lui si rivolge così al Suo popolo che lo ha abbandonato di continuo, adorando idoli e altri dei (Osea 1:2, Osea 2:2-5, Osea 3:1). Il libro di Osea, così come altri libri del Vecchio Testamento, tratta di questo argomento. Sappiamo che oggi la maggior parte di noi non adora più idoli fatti di legno o pietra, ma un altro tipo di idoli che, però, sempre prendono il posto di Dio nei nostri cuori. Eppure, Lui ha sempre esortato il Suo popolo a tornare a Lui.  

Lui gli ha sempre detto che, pur avendoli corretti e rimproverati, li aspetta ancora a tornare da Lui (Osea 6:1, Geremia 3:12-22, Gioele 2:12-13). Il Nuovo Testamento sintetizza tutto questo nel quadro rappresentato nella parabola del figlio prodigo, dove vediamo un Padre che, impaziente, aspetta il Suo figlio di tornare dopo essersi allontanato (Luca 15:11-32). Lui sta sempre lì ad aspettarci, ma siamo noi che vaghiamo e, a volte, per non aver compreso bene il Suo Amore o per aver creduto a qualche inganno, non torniamo in tempo.

Nel Vecchio Testamento si vedono pure l’ira e la gelosia di Dio, ma, osservando bene, si vede che, se Lui ha fatto passare il Suo popolo attraverso certe situazioni dovute al loro allontanamento, fu per farli comprendere che, al di fuori di Lui, non c’è vita e che non dovevano allontanarsi da Lui. Lui fa questo per proteggerci, per farci comprendere che non dobbiamo allontanarci da Lui. Lui sa che, lontano da Lui, noi ci smarriamo e possiamo perderci. Perciò Lui fa tutto il possibile per tenerci vicini a sé. Una delle maniere che usa è farci capire il dolore che il peccato porta e può portare nella nostra vita. Lui agisce così verso i Suoi figli perché non vuole che si allontanino da Lui. Questa maniera che Lui usa viene chiamata correzione nella Bibbia. Un padre corregge il figlio che egli ama (Ebrei 12:6), e se non lo fa, allora quel figlio non è legittimo (Ebrei 12:8). Perciò quelli che non appartengono a Lui, che non sono Suoi figli, non percepiscono adesso direttamente le conseguenze del peccato. Loro non vengono corretti. Questo è anche perché non comprenderebbero la Sua correzione. Lui gli supplica soltanto, tramite il Vangelo portato dai Suoi servi, di riconciliarsi con Lui.

La lettera di Giacomo 4:4-5 ci dice che il Suo Spirito ci bramma fino alla gelosia.

“O gente adultera, non sapete che l’amicizia del mondo è inimicizia verso Dio? Chi dunque vuole essere amico del mondo si rende nemico di Dio. Oppure pensate che la Scrittura dichiari invano che: «Lo Spirito che egli ha fatto abitare in noi ci brama fino alla gelosia»?” (Giacomo 4:4-5)

Lui ci corregge per il nostro bene perché ci ama. La Bibbia compara i sentimenti che Lui ha quando noi amiamo più il mondo alla gelosia.  Possiamo dire che la gelosia che un uomo sente verso la sua amata quando lei non gli è fedele, non è la sorgente primaria di questo sentimento. Voglio dire che non è Dio ad aver preso l’amore che l’uomo sente come esempio, e poi anche Lui ha provato lo stesso verso di noi. Lui è il Creatore e Lui ha creato l’amore. Possiamo dire che il primo amore fu quello che Lui sentì nei nostri confronti. Poi Lui ha creato noi e pure l’amore che possiamo sentire l’uno verso l’altro. Perciò noi sentiamo amore e ci innamoriamo, perché siamo creati da Lui. Lui è l’iniziatore e l’origine di questo. Lui, essendo il Creatore, ha lasciato la Sua impronta in noi, così come quando una persona crea o disegna qualcosa e lascia la sua impronta nella sua creazione. Certo che noi c siamo allontanati dalla sua immagine nel quale Lui ci creo nel giardino di Eden, ma Lui ci creo con dei sentimenti e modi simili alle sue, anche se questo può sembrare un’affermazione ardita per alcuni. È solo che questi sentimenti non sono santi e puri come i suoi. Diventano tali quando siamo con Lui.

Tutti sappiamo, o perlomeno alcuni, il dolore e la gelosia che si provano quando la persona che amiamo non ci risponde o non ci è fedele. Eppure il nostro amore è solo una pallida ombra dell'amore che Lui sente verso di noi. Con dire questo, non voglio sottovalutare i sentimenti d’amore che noi possiamo provare come esseri umani. Sappiamo che esso è forte e passionevole. Lo dico solo per immaginarci l’amore che Lui ha.

Tutti questi esempi che abbiamo dato li possiamo concludere nella metafora che la Bibbia ci dà, paragonando la chiesa e, in questo caso, pure noi, i credenti, ognuno nel personale, come la sposa, e Lui, allo sposo. Perciò la Bibbia parla delle nozze dell'agnello (Apocalisse 19:7-9). Queste nozze saranno nel cielo quando noi saremo completamente redenti. Sono le nozze nei quali tutti i credenti formando la chiesa saranno per sempre con Cristo. Lì la chiesa sarà presentata senza macchia né ruga e vestita di lino splendente e puro. Lì non ci saranno pianti, dolore o scandali. Tante volte l’amore è pure causa di pianti e di dolore. Dolore e pianto per aver deluso il nostro Creatore, ma, pur di pianto, vedendo l’amore che Lui ha per noi.

Si deve dire pure che non siamo stati noi ad amarlo per primi, ma Lui ha mostrato il proprio amore per primo verso di noi morendo sulla croce. Cristo mori per noi mentre noi eravamo peccatori (Romani 5:8). In quel momento non siamo stati noi a cercarlo, ma Lui a noi. Questo ha risvegliato il nostro amore per Lui. Perciò il credente lo ama. Perché si sente amato da Lui di un amore che non ha meritato. A sua volta, il credente deve mostrare un amore simile verso il proprio prossimo. Questo amore, così come l’amore verso Dio, non si può comprendere ed avere se noi non accettiamo il Suo amore prima nella propria vita, o, meglio detto, se non ci siamo lasciati conquistare dal Suo amore. Dobbiamo lasciarci conquistare dal Suo amore. Allora pure noi iniziamo ad amarlo. Quando uno si ravvede, comprende l'amore di Dio. Un’altra questione e mistero, è pure cosa fa a una persona che si ravvede? Spesso questo è l’amore di Dio stesso. Non si sa a volte ed è difficile trovare la linea tra come succede questo. Se ci siamo ravveduti e poi abbiamo sentito e compreso il Suo amore, o ci siamo affrontati a esso, ed esso ci ha fatto ravvedere.

L’amore di Dio è uno dei principali argomenti della Bibbia, e per amore non si comprende l’amore umanista o qualsiasi altro amore nato o mosso da interessi. L’amore di Dio è pure necessario in una famiglia. Esso rafforza l’amore coniugale. Nato dall’amore che Cristo ha avuto per la chiesa mentre essa era ancora lontana e nel peccato, l’amore che riceviamo da Lui ci dà le forze per poter amare incondizionatamente e non solo quando siamo ripagati. Questo è molto importante pure nella vita in famiglia.

L’amore è uno dei temi più fondamentali nella Bibbia. Non si tratta di un amore secondo il concetto e il motivo nostri umani, ma dell'amore di Dio. Esso è spesso paragonato alla perfezione nella Bibbia. Noi uomini abbiamo l’amore nostro, un dono e un sentimento donati dal nostro Creatore, così come gli altri sentimenti che abbiamo. Essi servono per poter trovare un senso di più nella vita, che non si tratta solo di sopravvivenza e di istinto, ma di qualcosa di più grande. Questi sentimenti servono per poterci relazionare con gli altri esseri umani e per farci vedere che la vita è fatta di relazioni, ma, soprattutto, sono come un'eco che risuona dentro di noi e ci ricorda che abbiamo bisogno di relazionarci con Dio. Lì, però, i nostri sentimenti non bastano. Lì ci vuole qualcosa di più supremo, qualcosa che abbiamo perso (lungo il cammino) – il Suo amore. Esso ci porta alla completezza e, attraverso di esso, troviamo il vero senso della nostra vita ed esistenza. Non potremo mai saperlo affinché non lo sperimentiamo. Ciò che tutti gli uomini sanno è che qualcosa manca nella loro vita. Tanti sono in cerca di cosa sia questo, e può darsi che lo cerchino nei posti sbagliati. Esso è l’amore di Dio e si trova in Lui.


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